COVID-19: Il fallimento è procedibile se richiesto dal debitore

Recentemente è stata emanata dal Tribunale di Piacenza un'interessante sentenza che prende posizione sull'improcedibilità dei ricorsi per fallimento prevista nel periodo di emergenza COVID-19.


Esattamente un mese prima di tale pronuncia, il Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 aveva predisposto all'art. 10 che tutti i ricorsi finalizzati alla dichiarazione di fallimento e all'accertamento giudiziario dello stato di insolvenza presentati dal 9 marzo al 30 giugno 2020 sarebbero stati improcedibili. Il Tribunale di Piacenza - Sezione Fallimentare, tuttavia, con sentenza dell'8 maggio 2020, ha precisato che l'improcedibilità non si estende all'ipotesi di fallimento richiesto dallo stesso imprenditore ai sensi dell'art. 14 della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Piacenza motiva la decisione innanzitutto rilevando come la norma disponga l'improcedibilità espressamente solo dei "ricorsi ai sensi degli articoli 15 e 195 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e 3 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270", tralasciando quindi l'ipotesi di cui all'art. 14 sopra citato. In secondo luogo il Tribunale afferma che non sarebbe logico escludere il fallimento dell'imprenditore che lo richiede, "qualora la situazione di insolvenza si sia già pienamente manifestata e divenuta irretrattabile in un momento antecedente all’attuale situazione emergenziale".

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